11/09/2021
IL CANE E IL GATTO NON SONO "I PELOSETTI"
Conobbi Eliana Romagnoli nel 1979, cercavo una ragazza con la quale dividere il mini appartamento a Perugia dove avrei trascorso 5 anni, minimo, della mia vita universitaria. Mi ero iscritta alla Facoltà di Medicina Veterinaria e non nascondo che il partire da sola mi preoccupava e non poco. Amici in comune ci presentarono e da lì a poco iniziò il nostro comune meraviglioso percorso Universitario e di profonda amicizia, condividemmo non soltanto la casa ma tutto ciò che fà parte della vita da studentesse fuori sede, dal seguire tutte le lezioni con l'obbligo della frequenza, alla preparazione di ogni singolo esame, le ansie, le paure, le gioie e le delusioni, i primi amori, gli incontri goliardici e gli immensi sacrifici che ci condussero gloriosamente alla Laurea in 5 anni precisi e a sole 24 ore di distanza.
Entrambe scegliemmo di dedicarci professionalmente ai cani ed ai gatti, lei con un Ambulatorio a Frascati ed io a Marino e abbiamo continuato a frequentarci scambiando a vicenda un aiuto nella chirurgia per almeno un quinquennio, eppoi per entrambe dal potente rullio, alla rincorsa sfrenata, il decollo professionale che ci ha costretto a cercare collaborazioni fisse e continuative. Ma non ci siamo mai p***e di vista per ben 42 anni dal primo incontro e oggi, ricevendo il suo secondo libro, mi sono accorta con gioia leggendo le prime parole " io ed una amica...." che l'amica ero io. Ricordo perfettamente quel giorno e l'incontro, ricordo con nitidezza la nostra ilarità alla risposta della nostra compagna di corso che soltanto negli anni a ve**re ci ha rese consapevoli di quanto poi ahimè sarebbe cambiato il meraviglioso rapporto tra l'uomo e il cane e gatto. Attenzione, non ho scritto proprietario o padrone e nemmeno l'uomo e il suo cane e il suo gatto! Perché non l'ho fatto? Perché da qualche anno a questa parte sia io che la mia amica e collega Eliana abbiamo smesso di ridere, ricordando il passato, della risposta di Cinzia alla nostra domanda " non è mio, vive con me!"
Il libro si legge tutto d'un fiato e invito tutti voi a farlo perché è verità assoluta, è un libro dalla parte degli animali, e non soltanto adatto a chi ne ha uno in casa, è un invito a riflettere e a ribadire che l'uomo non è il centro assoluto dell'universo e che gli animali, tutti, non sono nati per essere o diventare il centro dell'esistenza o assistenza dell'uomo. Hanno da sempre e per sempre un ruolo e uno spazio su questa Terra che appartengono a loro e vanno rispettati e condivisi non "acquisiti". Questo renderebbe più naturale la convivenza, non ci obbligherebbe da Medici Veterinari a doverci occupare anche dei loro ricorrenti e sempre più frequenti problemi comportamentali, che poi sono i nostri problemi comportamentali, a volte esistenziali. Non sopperiscono alle nostre carenze affettive ma occupano semplicemente uno spazio della nostra sfera affettiva, come noi occupiamo il loro, senza sostituzioni né prevaricazioni che a volte, sempre più spesso, si trasformano in insubordinazioni che poi inevitabilmente sfociano in malessere fisico e malattia.
Concediamo ai nostri amici di vivere con noi e non per noi è solo questo chiedono.