Equitazione Ragionata

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Equitazione Ragionata Equitazione Ragionata è un progetto che ha come obiettivo la sinergia tra cultura equestre, scienza e natura e come finalità il benessere cavallo-uomo Come?

Il progetto Equitazione Ragionata nasce dal desiderio di condividere anni di studio e di attività sul campo come istruttrice di equitazione, assistente veterinaria e fisioterapista equina. Prende spunto dal lavoro di Jean Licart che, nella prima metà del ‘900, ebbe l’intuizione di unire conoscenze scientifiche sulla biomeccanica e la locomozione del cavallo con la tecnica equestre al fine di rende

re quest’ultima meno invasiva e più efficace. In realtà il progetto attuale non vuole fermarsi al lavoro di Licart, ma intende creare un canale comunicativo tra i professionisti e gli studiosi del settore equestre e tutte quelle persone che praticano l’equitazione e frequentano i cavalli a vari livelli o vi si vogliano avvicinare. Ha come obiettivo la diffusione di un approccio all’equitazione basato sulla profonda conoscenza del cavallo, della sua anatomia, fisiologia, biomeccanica, del suo comportamento e soprattutto delle sue esigenze etologiche, emotive e motivazionali. Solo così si può creare un rapporto veramente rispettoso e quindi anche più efficace perché basato sulla consapevolezza di chi sia ognuno di noi, di chi sia il cavallo e di cosa si stia andando a vivere assieme. Realizzando corsi, seminari, stages e/o conferenze che andranno ad approfondire ed esplorare diversi aspetti e tematiche del mondo del cavallo. Dove la pratica sarà supportata dalla teoria e viceversa in una continua sinergia col mondo scientifico e quello animale. E dove il binomio cavallo-uomo ed il suo benessere non finisca mai in secondo piano. Buon viaggio e buona scoperta! Sara De Giovanni

26/10/2025

Lavoro in distensione con puledro di 4 anni, in capezza.

La preparazione atletica di un giovane cavallo ė fondamentale per evitare problematiche motorie future. Gli obiettivi primari da raggiungere sono:
- un corretto sviluppo muscolo scheletrico
- un adeguato allenamento muscolare
- lo sviluppo di una buona propriocezione
Esercizi mirati che aiutino a stabilire armonia tra la biomeccanica del cavaliere e del cavallo permettono di raggiungere questi obiettivi in modo naturale e riducendo conflitti e incomprensioni.

20/05/2025
28/04/2025

Lo sapevi che la massoterapia promuove il rilascio degli ormoni del benessere? 🤗

Sessioni regolari di massoterapia portano a un significativo miglioramento dell'umore nel cavallo.
Il rilascio di ormoni positivi come le endorfine, la serotonina, l'ossitocina e la dopamina contribuiscono a un generale senso di benessere rendendo il cavallo più cooperativo e presente nelle diverse attività.
I cavalli che ricevono massaggi regolarmente sono spesso più calmi, più concentrati ed esibiscono più raramente problemi comportamentali, portando a un beneficio sia per il cavallo che per il suo proprietario.
Sono stati condotti diversi studi al riguardo, una parte in campo umano, una parte in campo veterinario e più specificatamente proprio in ambito equino, dagli studi ė emerso come i benefici della massoterapia si estendano anche alla modulazione ormonale rendendo più duraturi ed efficaci i benefici delle singole sessioni.
Ad esempio in uno studio del 2025 svolto in Polonia hanno indagato l'impatto che la massoterapia ha sui livelli di cortisolo e sulle modificazioni del comportamento in 5 cavalli utilizzati a scopo ricreativo. I dati sono stati raccolti in due condizioni sperimentali: senza che i cavalli fossero stati trattati con la massoterapia e dopo che i cavalli erano stati trattati. I risultati hanno mostrato che la massoterapia riduceva significativamente i livelli di cortisolo nella saliva, con diminuzioni medie di 526,6 pg/ml e 321,8 pg/ml durante gli intervalli di campionamento. L'analisi comportamentale ha mostrato una notevole riduzione dei comportamenti conflittuali come, ad esempio il movimento nervoso della coda, che ė diminuito da 121 a 85 dopo il massaggio (dato comprendente l'osservazione di tutti i soggetti). I comportamenti che manifestavano stress presi in considerazione sono stati diversi e venivano registrati dal momento in cui il cavallo usciva dal box/paddock fin quando non vi ritornava, comprendendo le sessioni di lavoro montati dal cavaliere e le fasi di trattamento massoterapico: orecchie abbassate, bocca aperta durante l'allenamento, morsi a vuoto, digrignamento dei denti, movimenti di scrollatura della testa, tendenza a opporsi alle redini, indietreggiamenti, minacce di calcio.
Mentre comportamenti di rilassamento, come ad esempio il rilassamento del labbro inferiore e gli occhi socchiusi sono stati osservati frequentemente durante le sessioni di massaggio, confermando ulteriormente il suo effetto calmante.

Sara De Giovanni - fisioterapia equina

Jastrzębska E, Górecka-Bruzda A, Ogluszka M, Lipka MS, Pawlowska A (2025) Effect of Massage on Stress Indicators in Recreational Horses - A Pilot Study. Animals 2025,15, 789

La Sindrome della Nuova Casa Ultimamente a livello internazionale si sta iniziando a porre sempre più attenzione su ques...
02/03/2025

La Sindrome della Nuova Casa

Ultimamente a livello internazionale si sta iniziando a porre sempre più attenzione su questa Sindrome che si presenta in alcuni cavalli quando vengono spostati da una scuderia all'altra, vuoi per iniziare una nuova vita, vuoi per motivi ludici o sportivi. Già nel 2017 su Equitazione Ragionata avevamo presentato i risultati di uno studio condotto su cavalli selvaggi che mostrava come ogni spostamento da un branco all'altro comportasse un aumento di cortisolo (ormone dello stress) nell'organismo. Sono stati condotti nuovi studi al riguardo, di cui tratteremo più approfonditamente, ed ė emerso che lo stress causato dagli spostamenti vadano maggiormente ad impattare a livello comportamentale causando un vero e proprio cambiamento di personalità nel cavallo che può apparire insicuro, difficile da gestire o pròno ad atteggiamenti indesiderati.
La buona notizia ė che, con la giusta gestione e attenzione da parte di chi si prende cura dell'animale, il cambiamento comportamentale risulta transitorio ma, quello su cui mi volevo soffermare in questo post, ė una riflessione ulteriore che ci aiuti a comprendere come un minimo cambiamento nell'ambiente in cui viviamo sia davvero impattante per ogni essere vivente. La riflessione ė partita dalla gestione di popolazioni batteriche o fungine indesiderate. Nel quotidiano, sopratutto nell'industria alimentare, vi ė spesso l'esigenza di contenere popolazioni microbiche senza l'utilizzo di farmaci e questo può avvenire grazie all'induzione di una perturbazione nell'ambiente in cui essi vivono. Le perturbazioni necessarie a creare stress in questi organismi spesso riguardano modificazioni, volontarie e studiate scientificamente da parte dell'uomo, delle condizioni che risultano essere favorevoli a questi organismi per la vita e la crescita della popolazione, così una variazione nel ph, nell'osmoticità, nella quantità di acqua disponibile o nel nutrimento, nella temperatura e nei gas presenti nell'ambiente possono determinare i fattori di successo o insuccesso per questi organismi e le conseguenze che da essi ne derivano.
Piccole variazioni hanno effetti enormi, tanto importanti che hanno rivoluzionato il settore agroalimentare. Ora, ė evidente che lo stesso effetto, anche se in scala diversa, lo ritroviamo in qualsiasi popolazione e per qualsiasi individuo e la risposta a queste "perturbazioni" sarà dapprima la presenza di un forte stress perché l'organismo dell'animale si sentirà minacciato nella sua sopravvivenza, a cui seguirà un periodo di adattamento. Se il processo di adattamento andrà a buon fine verrà ripristinata velocemente l'omeostasi e l'organismo potrà tornare a vivere senza stress, in caso contrario se non dovesse andare a buon fine, il periodo prolungato di stress, potrebbe indurre l'organismo a sviluppare patologie di diversa natura che possono cronicizzarsi, andando a minare le capacità dell'organismo, o indurre la morte dello stesso.
Comprendere che si tratta di un processo fisiologico messo in atto dall'organismo per preservare la sua integrità e sopravvivenza ci aiuta ad affrontare il periodo di transizione in maniera più serena, permettendoci di non aumentare il livello di difficoltà dello stesso ma di supportare l'animale durante il processo, così che avvenga in modo meno impattante, e aiutandolo a velocizzare il periodo di adattamento.

Sotto il link del post del 2017
https://www.facebook.com/share/1AVQDFtU5D/

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