06/05/2026
Vi presento Donnie.
Donnie ė un cavallo di 17 anni che ha perso recentemente la vista. Questa sua nuova condizione, insieme all'allontanamento della sua precedente proprietaria, lo aveva gettato in uno stato di estremo sconforto e di chiusura verso il mondo. Stava nel suo box preoccupato; ogni rumore, ogni odore, ogni movimento erano per lui causa di paura e stress. I cavalli infatti affidano tanto del loro essere al senso della vista. La vista gli permette di indagare ed esplorare l'ambiente, gli altri cavalli, le persone e i potenziali pericoli. Benché tutti i loro sensi siano molto sviluppati, la vista ė un senso importantissimo per un animale che affida la propria sopravvivenza principalmente alla fuga e lo fa raggiungendo la velocità media di 30-40 km/h al galoppo. Se non vede un fosso, un buco o un ostacolo davanti a sé rischia un impatto o una caduta che per lui potrebbero risultare fatali.
Così Donnie si era chiuso in una solitaria, silenziosa disperazione. Il suo mondo era finito.
In questa desolazione sono iniziate ad arrivare vicino a lui voci e mani amiche, una in particolare ha deciso di diventare la sua luce guida in fondo a quel buio tunnel. Così Donnie ha incontrato la sua nuova amica umana e pian piano ha deciso di iniziare di nuovo ad aprirsi al mondo, alle persone e agli altri cavalli. La sua amica umana (perché vi assicuro che non ci sono altri termini per descrivere questo rapporto se non quello di amicizia) mi ha chiesto aiuto per ridare a Donnie tutta la serenità possibile e la fiducia in se stesso e così abbiamo iniziato a lavorare assieme per aiutarlo ad affinare l'utilizzo di tutti gli altri sensi e codificare un linguaggio multisensoriale che lo aiuti a muoversi nello spazio in modo sereno e il più sicuro possibile. Di tanto in tanto condivideremo degli stralci di questo percorso perché vi assicuro che l'impegno che Donnie sta mettendo in questa avventura ė davvero emozionante.
Durante la sessione che vediamo nel video abbiamo iniziato ad associare la parola "sinistra" ai movimenti laterali in quella direzione. La parola viene ripetuta per tutto l'arco del movimento così da insegnare a Donnie che deve continuare a muoversi in quella direzione finché la guida vocale non si ferma. Questa ė una tecnica che in passato veniva utilizzata con gli animali da lavoro (buoi, muli o cavalli da tiro) i quali, spesso, non erano condotti direttamente dall'uomo ma si muovevano in autonomia seguendo le indicazioni vocali anche in percorsi complessi come quelli boschivi di montagna. Mi ricordo come fosse ieri quando la vidi utilizzare per la prima volta dal mio Prof. Antonio Broglia con una delle sue magnifiche e stupende TPR che venivano impiegate nella disciplina degli attacchi. Penso di ricordare che la cavalla si chiamasse Rosy. Vedere l'impegno con cui ascoltava e rispondeva alle indicazioni vocali senza essere direzionata in alcun altro modo mi fece riflettere molto sul significato vero di collaborazione tra cavallo e cavaliere.
Per aiutare Donnie a comprendere la richiesta abbiamo associato la parola alla conduzione con la lunghina che lui conosce bene. Nel video vediamo Donnie nei primi tentativi, ad un certo punto si ferma e in quel momento fa una cosa molto particolare, chiude gli occhi si concentra e inizia a processare la nuova informazione. Microespressioni facciali si susseguono tumultuosamente, insieme a rapidi movimenti oculari sotto alle palpebre chiuse così come avviene anche per le orecchie. Ė come vedere un computer che elabora dati velocemente e li riordina in base alle informazioni raccolte nel data base. Poi avviene il piccolo "miracolo" apre gli occhi e spontaneamente esegue il movimento che secondo lui ė più idoneo come risposta alla domanda posta. Essendo cieco ogni dettaglio che cambia per lui ė un nuovo stimolo da rielaborare deve capire se ė un'informazione di sottofondo o un'indicazione preziosa per lui. Deve attuare un'atto discriminatorio e associativo. Per aiutarlo nell'elaborazione bisogna dargli il tempo di ragionare senza insistere e sopratutto bisogna dargli tante pause in cui possa rilassarsi.
A fine sessione Donnie si attardava nel rientrare verso la scuderia così, per gioco, solo una volta gli abbiamo proposto la richiesta vocale verso destra, senza insistere e senza applicare particolari tensioni alla lunghina ma solo come suggerimento. Lui ha di nuovo chiuso gli occhi, ha attivato tutte le sue vie neurali e dopo una breve pausa, autonomamente, si ė attivato e ha girato verso destra raccogliendo le nostre entusiastiche congratulazioni.