Animal Yes

Animal Yes Academy, Workshop, Insight Talks Animal Yes è un progetto indipendente di formazione e ricerca nell’Animal Training.

Propone video-corsi on demand, workshop pratici ed eventi speciali per chi desidera crescere nel rispetto dell’animale, con uno sguardo etico e scientifico.
È uno spazio aperto alla collaborazione e al confronto, con un forte interesse per la ricerca e le connessioni internazionali.

23/08/2026

La cosa più difficile da fare è cambiare le nostre abitudini. Una di queste? Ricordarci di mettere in tasca i sacchetti prima di uscire. Forse oggi è il grande giorno. Forse oggi ce la fai anche tu. Dai… fai questo piccolo sforzo e ti do il benvenuto nel club di quelli che la raccolgono.

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Domande e risposte (FAQ)

1. Perché è importante raccogliere le feci del proprio cane?
Per rispetto verso le altre persone che passeggiano nei nostri paesi, nelle vie e negli spazi pubblici. È una questione di civiltà.

2. Cosa posso fare per non dimenticare i sacchetti?
Tienine sempre qualcuno in tasca, nella giacca, nel guinzaglio o nella borsa. Meglio ancora: porta una scorta extra, così non resti mai senza.

3. E se trovo le feci di un altro cane?
Portare qualche sacchetto in più permette di raccogliere anche quelle. Non è un obbligo, ma è un gesto che fa la differenza per il posto in cui viviamo.

4. È davvero un problema così diffuso?
Sì. Capita molto spesso di trovare feci non raccolte anche in viuzze, piazze e percorsi pedonali. Basta una passeggiata per rendersene conto.

5. Come si crea l'abitudine di raccogliere sempre?
Come tutte le abitudini: con la ripetizione. Sacchetti sempre in tasca, nessuna eccezione. Dopo qualche settimana diventa automatico.

6. A chi dà fastidio?
A tutti: a chi passeggia, a chi ha bambini, a chi vive nel quartiere, e anche ad altri proprietari di cani che le loro le raccolgono.

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YESSS,
– Margherita Pescollderungg

22/08/2026

Cosa fare quando incontriamo un altro cane in passeggiata?

La cosa migliore da fare è ben poco. Stare sereni, sorridere e continuare per la nostra strada senza farne un dramma.
E tu come la pensi?

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Oggi in passeggiata ho incontrato una signora con un bellissimo Pastore Australiano — la Mary — e abbiamo chiacchierato un po'. Ho notato che appena ha visto il mio cane si è irrigidita, si è fermata. E secondo me è proprio la cosa peggiore che possiamo fare quando incontriamo un altro cane dall'altra parte della strada.

La cosa più importante è continuare a camminare con calma, senza farne un dramma.

La seconda cosa che faccio spesso è parlare al mio cane con un tono positivo: "Ma guarda che bel cane che sta arrivando! Ma che bello questo cane!" Anche se poi non ci avviciniamo — io continuo per la mia strada — però metto sempre un tono sereno e positivo sul fatto che sta arrivando un altro cane.

Il risultato? Il mio cane magari per un attimo è in allerta, ma neanche più di tanto, perché usando questa tecnica ormai vede il cane e noi continuiamo a passeggiare tranquillamente.

Questa tecnica l'ho presa da una educatrice tedesca e si chiama "Zeigen und Benennen" — cioè indicare e dare un nome a quella cosa che potrebbe essere preoccupante per il cane. Con questa tecnica ho risolto davvero tantissimi problemi, non solo con il mio cane, ma anche con tanti cani di altri proprietari.

Nonostante la cinofilia abbia fatto grandi passi in avanti, vedo ancora tantissimi educatori insegnare ai loro allievi che appena si incontra un cane bisogna metterlo seduto. Comando: seduto. Fermo.

Ma il cane non vuole fermarsi. Perché il fermarsi e il sedersi è spesso anche un segnale di preoccupazione. Lo vediamo nei cuccioli che lo fanno in modo molto naturale: quando un cucciolo è preoccupato, si siede.

E noi, di fronte a una situazione che dovrebbe essere tranquillissima — un semplice incontro con un altro cane — diamo al nostro cane dei segnali che lo preoccupano ancora di più. Gli diciamo di fermarsi, di stare fermo. In pratica gli comunichiamo che c'è qualcosa di cui preoccuparsi.

Smettiamola.

Incontriamo altri cani con tranquillità. Mettiamo un tono positivo sull'incontro e andiamo per la nostra strada.

Buona giornata a tutti!

YESSS,
– Margherita Pescollderungg

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Domande e risposte

1. Qual è l'errore più comune che facciamo quando incontriamo un altro cane?
Irrigidirci e fermarci. Questo trasmette al nostro cane tensione e preoccupazione.

2. Cosa dovremmo fare invece?
Continuare a camminare con calma, senza farne un dramma, mantenendo un atteggiamento sereno.

3. Cosa significa parlare al cane con tono positivo durante l'incontro?
Significa commentare l'arrivo dell'altro cane in modo allegro e tranquillo, ad esempio: "Ma guarda che bel cane!" Questo aiuta il cane ad associare l'incontro a qualcosa di normale e piacevole.

4. Come si chiama la tecnica citata e da dove viene?
Si chiama "Zeigen und Benennen" ed è una tecnica di un'educatrice tedesca. Significa indicare e dare un nome a ciò che potrebbe preoccupare il cane.

5. Perché chiedere al cane di sedersi davanti a un altro cane può essere controproducente?
Perché il sedersi è spesso un segnale naturale di preoccupazione nei cani. Chiederglielo in quel momento rinforza l'idea che ci sia qualcosa di cui preoccuparsi.

6. Dobbiamo per forza avvicinarci all'altro cane?
No. Si può semplicemente continuare per la propria strada. L'importante è mantenere un tono positivo e non creare tensione.

7. Questa tecnica funziona solo con il proprio cane?
No, funziona con tanti cani diversi. L'autrice la usa con successo anche con cani di altri proprietari.

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