17/11/2025
Sono recentemente incappata in un video in cui qualcuno ha detto che il mantrailing è solo uno sport recente.
In realtà, questa affermazione tradisce una profonda mancanza di conoscenza storica, perché il mantrailing nasce come attività operativa e ha radici ben più antiche e importanti di quanto molti credano.
L’idea di addestrare un cane a seguire la traccia individuale di una persona non è affatto recente; già alla fine del XIX secolo, i bloodhound venivano impiegati dalla polizia inglese in vere attività investigative. Nel 1888, durante i famosi delitti di Whitechapel, la Metropolitan Police organizzò prove ufficiali con i bloodhound di Edwin Brough, uno dei più importanti cinofili del tempo, per valutarne l’impiego nelle indagini.
Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, i cani da pista venivano utilizzati sia in Gran Bretagna sia nelle colonie, come documentato dallo studio storico di Blum (2017), Forensic Dog Tracking in Britain and its Colonies, 1888–1953.
Questo lavoro ricostruisce con precisione contesti reali in cui i bloodhound vennero usati per inseguire fuggitivi, cercare persone scomparse e supportare le forze dell’ordine.
Quello che oggi chiamiamo mantrailing nasce dalla codificazione progressiva di queste antiche pratiche operative: la differenza sostanziale rispetto alla generica “ricerca olfattiva” è che il cane viene addestrato a seguire l’odore unico e individuale della persona scomparsa, discriminandolo rispetto agli odori presenti nell’ambiente.
Gli studi moderni, soprattutto tra anni ’90 e 2000, hanno analizzato scientificamente la natura del profumo umano e la capacità del cane di riconoscerlo.
Le ricerche di Leif Woidtke, sviluppate anche con la Polizia della Sassonia, hanno documentato come il mantrailing sia stato inserito in protocolli investigativi reali, definendo procedure, limiti operativi e standard di addestramento.
Ecco alcune fonti fondamentali per chi non si accontenta di etichette superficiali:
Blum, B. (2017) – Forensic Dog Tracking in Britain and its Colonies, 1888–1953: ricostruisce l’uso reale dei cani in ambito investigativo tra XIX e XX secolo.
Pemberton, N. – Studi sui bloodhound e il loro impiego forense nella Londra vittoriana.
Leif Woidtke – Pubblicazioni sull’uso del mantrailing nella polizia tedesca, con analisi scientifica dell’odore umano individuale.
Documenti storici sulle prove di Edwin Brough per la Metropolitan Police (1888) – primi casi documentati di trailing su persone in contesto urbano.
Quindi no, il mantrailing non nasce come sport, né tantomeno come moda recente e ridurlo a questo significa ignorarne completamente la storia, le evidenze e l’evoluzione operativa.
Lo sport è solo una derivazione moderna, semplificata, pensata per il divertimento e l’attività ludica. Non rappresenta né tecnicamente, né metodologicamente, né per finalità, il mantrailing reale utilizzato in ambito investigativo e nel soccorso.
Il mantrailing autentico è un’attività complessa, tecnica, basata su protocolli, responsabilità e competenze.
Lo sport, invece, è altro: un gioco strutturato, con percorsi preparati, obiettivi predeterminati e un contesto controllato che nulla ha a che vedere con la ricerca di una persona vera in uno scenario reale, con tutti i rischi, le variabili, l’incertezza e il peso etico che questo comporta.
https://whitechapeljack.com/the-debacle-of-burgho-and-barnaby/