Matteo Carboni

Matteo Carboni Il metodo comunicativo recettivo: Comunicare è il passo più importante per fare del tuo cane un ot

È curiosità: ti sta “leggendo” attraverso odore e sudore, per un cane il gusto è informazione.È comunicazione: da cuccio...
25/07/2026

È curiosità: ti sta “leggendo” attraverso odore e sudore, per un cane il gusto è informazione.

È comunicazione: da cucciolo leccava la madre per chiedere attenzione, da adulto lo fa ancora con te.

È fiducia: non lecca chiunque, lo fa con chi sente come punto fermo, sicuro, prevedibile.

Ed è tutto questo insieme che diventa legame vero.

Vuoi costruire questo legame con il tuo cane? Scrivimi GUIDA nei commenti 👇

La leadership non è dominanza. È prevedibilità. 🐾Il tuo cane non ti segue perché sei “alfa” — ti segue perché sa cosa as...
24/07/2026

La leadership non è dominanza. È prevedibilità. 🐾

Il tuo cane non ti segue perché sei “alfa” — ti segue perché sa cosa aspettarsi da te. Se oggi urli e domani ridi per la stessa cosa, il cane non impara la regola: impara il caos.

La coerenza vale più del carisma. Un cane si fida di chi è sempre uguale a se stesso, non di chi cerca sottomissione.

Vuoi diventare prevedibile per il tuo cane? Scrivimi GUIDA nei commenti 👇

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24/07/2026

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Il tuo cane si lecca spesso le labbra? Non ha fame. Ti sta parlando.È uno dei segnali calmanti più comuni e più sottoval...
22/07/2026

Il tuo cane si lecca spesso le labbra? Non ha fame. Ti sta parlando.

È uno dei segnali calmanti più comuni e più sottovalutati: il cane lo usa per abbassare la tensione, sua o di chi ha di fronte, spesso davanti a persone nuove, altri cani, o situazioni che percepisce come scomode.

Il problema è che quasi nessuno lo nota, o lo scambia per “sta sbavando” o “ha fame”. E se il segnale viene ignorato ripetutamente, il cane può iniziare a usarne altri più forti per farsi ascoltare.

Imparare a leggere questi piccoli segnali significa intervenire prima che il disagio si trasformi in qualcosa di più serio.

Commenta SEGNALI qui sotto e ti scrivo subito in DM.

Non è “schifo”, non è “capriccio”, non è nemmeno colpa tua. È un comportamento che ha sempre una causa: imitazione da cu...
21/07/2026

Non è “schifo”, non è “capriccio”, non è nemmeno colpa tua. È un comportamento che ha sempre una causa: imitazione da cucciolo, noia, stress, mancanza di stimoli, a volte anche un problema digestivo da valutare col veterinario.

Il problema vero è come viene gestito quasi sempre: urla, punizioni, gli si strofina il muso nelle feci pensando di “insegnargli una lezione”. Risultato? Il cane impara solo a farlo quando non lo vedi. Il comportamento non sparisce, si nasconde. E la fiducia con te si incrina.

Si risolve diversamente: gestendo l’ambiente, insegnando un “lascia” che funziona davvero (non ripetuto a vuoto), dando al cane stimoli mentali che riducano il bisogno di quello sfogo.

Se il tuo cane lo fa, non sei l’unico proprietario a scrivermi per questo. Commenta COPROFAGIA qui sotto e ti scrivo subito in DM.

Smetti di dire “giù” al tuo cane. 🚫Non ha mai funzionato e non funzionerà mai.Il problema non è la parola. È che il tuo ...
20/07/2026

Smetti di dire “giù” al tuo cane. 🚫

Non ha mai funzionato e non funzionerà mai.

Il problema non è la parola. È che il tuo cane non ha mai imparato cosa significa davvero “giù” — gliel’hai solo ripetuta mille volte sperando che prima o poi capisse da solo.

I salti non si correggono urlando un comando a caso mentre il cane è già sopra di te. Si prevengono PRIMA, insegnando calma e controllo degli impulsi. Il resto è teatro.

Se vuoi capire il metodo giusto, scrivimi SALTI nei commenti 👇

Molti proprietari pensano che il cane debba “sfogare l’istinto” quando fissa un gatto o parte dietro una bici.Non è così...
18/07/2026

Molti proprietari pensano che il cane debba “sfogare l’istinto” quando fissa un gatto o parte dietro una bici.

Non è così. Quello che stai guardando è l’inizio di una sequenza precisa: occhio, inseguimento, morso. Ogni volta che lasci che si completi, il cane impara una cosa sola — che quando è concentrato su un bersaglio, tu smetti di contare.

Non si tratta di reprimere l’istinto né di assecondarlo aspettando che “si calmi da solo”. Si tratta di intervenire nel momento giusto, prima che la sequenza parta, con un segnale che il cane rispetta anche quando è già in tensione.

Se il tuo cane in quei momenti non ti guarda più, non è colpa del gatto o della bici. È il segnale che manca ancora un blocco solido, costruito prima che serva davvero.

Commenta Alvin e ti spiego come si costruisce

Ecco l’errore: ogni volta che lasci correre un comportamento fuori controllo, il cervello del cane registra una cosa sol...
17/07/2026

Ecco l’errore: ogni volta che lasci correre un comportamento fuori controllo, il cervello del cane registra una cosa sola → “questo funziona.”

Non stai crescendo un cane vivace. Stai costruendo un cane che non si spegne più.

La differenza non è la razza, l’età o “quanto è nervoso”. La differenza è quando intervieni.

→ Al guinzaglio: fermati nell’istante in cui parte la tensione, non dopo 10 metri di tiro.
→ Con altri cani: intervieni quando l’attenzione si fissa, prima dell’abbaio.
→ Con qualsiasi stimolo esterno: il momento giusto è il primo movimento, non l’inseguimento già partito.

Non serve più energia da parte tua. Serve guida, al momento giusto.

Vuoi imparare a leggere il momento esatto in cui intervenire con il tuo cane? Scrivimi PERCORSO in DM.

Sono le tre etichette che sento di più, e sono anche le tre scuse più comode per non guardare il vero problema.Un cane c...
16/07/2026

Sono le tre etichette che sento di più, e sono anche le tre scuse più comode per non guardare il vero problema.

Un cane che reagisce agli altri cani non è aggressivo: è un cane senza punti di riferimento, che non sa cosa fare quando è in tensione.

Un cane che salta addosso a tutti non lo fa per affetto: ripete quello che nel tempo ha sempre funzionato per ottenere attenzione.

Un cane che ringhia su cibo o oggetti non è geloso: sta comunicando nell’unico modo che gli resta, perché in casa la gestione delle risorse non è mai stata chiara.

In tutti e tre i casi il cane non ha un problema. Sta rispondendo a un contesto che nessuno gli ha mai spiegato con chiarezza.

Ti sei riconosciuto in uno di questi tre? Scrivi PERCORSO nei commenti qui sotto 👇

La pallina è il consiglio più sbagliato che ti hanno dato. 🎾“Lanciala che così si stanca.” Te l’hanno detto tutti. Pecca...
29/06/2026

La pallina è il consiglio più sbagliato che ti hanno dato. 🎾

“Lanciala che così si stanca.” Te l’hanno detto tutti. Peccato che funzioni al contrario: ogni lancio è adrenalina pura, e un cane pieno di adrenalina non si stanca, si carica. Più lo fai, più alzi l’asticella, più lui ne vuole — finché non sa più rilassarsi.

E c’è un secondo problema, peggiore: in quel gioco tu non ci sei. Il cane insegue un oggetto, tu sei solo il braccio che lancia. Ecco perché certi cani impazziscono per la pallina ma al parco non ti ascoltano: non hai costruito un rapporto, hai costruito una dipendenza.

Il movimento e lo sfogo servono. Ma il punto di riferimento del tuo cane devi essere tu, non un pezzo di gomma.

Vuoi capire come giocare col tuo cane nel modo giusto?

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