08/12/2025
SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA
Durante la fase di socializzazione primaria intraspecifica, che si colloca indicativamente tra la 2ª e l’8ª–9ª settimana di vita, il gattino costruisce le basi neurocomportamentali della relazione con i soggetti della stessa specie.
È in questa finestra sensibile che vengono apprese competenze fondamentali come:
l’inibizione del morso
la regolazione dell’arousal
la gestione della frustrazione
la lettura dei segnali di comunicazione felina
la modulazione del gioco sociale
Tutto questo avviene quasi esclusivamente grazie alla presenza della mamma e dei fratellini, che svolgono una funzione di regolatori emotivi, modelli comportamentali e correttori sociali.
La mamma contiene, interrompe, protegge, rassicura.
I fratellini permettono il confronto, l’errore, la frustrazione, il rispetto dei limiti.
È in questo contesto che si struttura l’equilibrio emotivo e relazionale.
“Io sono cresciuto con la mia famiglia…”
“Il gioco con i miei fratelli era continuo. A volte esageravo e qualcuno mi mordeva più forte: era così che imparavo il limite. La mamma osservava, interveniva quando serviva, ci separava, ci aiutava a tornare calmi. Nei momenti di paura mi rifugiavo su di lei, e il mio sistema nervoso imparava a regolarsi.
Così ho imparato la relazione.”
“Io invece sono cresciuto in deprivazione materna…”
“Io non ho avuto una mamma che mi insegnasse.
Non ho avuto fratellini con cui sviluppare il gioco sociale, l’autoregolazione, la frustrazione. Sono cresciuto senza un contenimento emotivo, senza modelli, senza correzioni.
Oggi, quando incontro un altro gatto, posso essere incoerente nella comunicazione, eccessivo nel gioco o eccessivamente inibito. Non è un problema di ‘carattere’: è un deficit nelle competenze relazionali apprese precocemente.”
Quando è presente una separazione precoce o una deprivazione materna, il gattino può manifestare, in età successiva:
deficit nella comunicazione intraspecifica
difficoltà nella regolazione emotiva
scarso controllo dell’impulsività
gioco sociale disfunzionale
ridotta tolleranza alla frustrazione
criticità nelle future convivenze
Questo non rappresenta una condanna, ma indica la necessità di un lavoro mirato, graduale e competente sulla relazione, sull’ambiente e sulle modalità di interazione.
Ogni gatto adulto porta con sé la traccia delle sue esperienze precoci.
Quando mostra evitamento, aggressività, ipercontrollo o confusione relazionale, non sta “facendo i dispetti”: sta esprimendo adattamenti costruiti su basi evolutive fragili.
Ed è proprio qui che seguire una consulente della relazione felina fa la differenza:
perché consente di leggere correttamente questi segnali, ricostruire i vissuti, intervenire sui deficit e accompagnare il gatto verso un equilibrio che non ha potuto strutturare da solo.