18/12/2025
CANI E BENESSERE
Sempre più studi mostrano che i cani hanno un impatto profondo sul nostro benessere psicologico, riducendo l’ansia e migliorando le relazioni sociali. Una ricerca recente suggerisce che il motivo potrebbe essere molto più biologico di quanto immaginiamo.
Uno studio guidato dal ricercatore giapponese Kikusui Takefumi dell’Università di Azabu, pubblicato sulla rivista iScience, ha indagato il legame tra convivenza con il cane, microbiota e comportamento umano. Il punto di partenza è una certezza scientifica ormai consolidata: i microrganismi che vivono nel nostro intestino producono sostanze chimiche capaci di influenzare il funzionamento del sistema nervoso e quindi il nostro comportamento. Il microbiota è influenzato dall’alimentazione, ma anche dallo stress, dall’ambiente, dall’attività fisica e, come emerge da questo studio, dalle relazioni che abbiamo con gli animali.
Il team di ricerca ha coinvolto 343 adolescenti di Tokyo; la scelta ha riguardato questa fascia d’età perché l’adolescenza è un periodo cruciale per lo sviluppo del cervello e delle competenze sociali. I ricercatori hanno confrontato 96 ragazzi che vivevano con un cane e 247 che non ne avevano. Dal punto di vista psicologico, i risultati erano chiari: gli adolescenti con un cane mostravano meno problemi sociali, meno aggressività, meno comportamenti devianti e una minore tendenza all'isolamento sociale.
Analizzando campioni di saliva, i ricercatori hanno scoperto che nei ragazzi che vivevano con un cane erano più abbondanti alcune varianti di batteri, in particolare Streptococcus e Prevotella 7. Al contrario, gli adolescenti in cui questi microrganismi erano rari tendevano a mostrare più comportamenti problematici. Questo ha portato a un’ipotesi affascinante: alcuni benefici psicologici della convivenza con il cane potrebbero essere mediati dal trasferimento di microbi dal cane all’essere umano.
Per verificare se questi microrganismi potessero davvero influenzare il comportamento, il gruppo di ricerca ha fatto un passo ulteriore. I microrganismi prelevati dai due gruppi di adolescenti sono stati coltivati in laboratorio e somministrati a topi. Dopo sei settimane, i topi sono stati sottoposti a test di socialità. I risultati sono stati sorprendenti: i topi che avevano ricevuto i microrganismi provenienti da ragazzi con il cane mostravano un comportamento sociale molto più marcato, passando più tempo a esplorare e interagire con altri topi, compresi quelli in difficoltà.
Ovviamente non possiamo sovrapporre in modo diretto il comportamento dei topi a quello umano e gli stessi ricercatori lo sottolineano. Tuttavia, l’insieme dei dati suggerisce che i cambiamenti nel microbiota associati alla convivenza con il cane possono avere effetti reali sul cervello e sul comportamento sociale.
Se queste conclusioni verranno confermate da ulteriori studi, l’idea che emerge è potente e anche un po’ poetica: prendersi cura della nostra salute mentale potrebbe passare non solo dalla mente, ma anche dal corpo e dalle relazioni che costruiamo. E forse, inizia davvero con una presenza pelosa accanto a noi, con un muso che si avvicina e qualche leccata in più.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2589004225022096?via%3Dihub